Rassegna della critica


Il lavoro dell'illustratore, l'illustratore del lavoro. Un uomo palazzo in completo scuro giganteggia sulla copertina. Introduce le pagine che racconteranno le storie del lavoro, di chi lo cerca e di chi lo offre, le storie degli operai calzaturieri, delle badanti asiatiche, dei disabili, degli apprendisti e degli stagisti, dei giovani che si muovono tra la scuola, la fabbrica, l'Europa. Una galleria di volti, di sguardi e di corpi attraversa le notizie, i commenti, le interviste e le statistiche che cercano di orientare i lettori nel complesso mondo, sempre più mercato, del lavoro. I personaggi con cui Mauro Cicarè ha popolato le pagine della rivista Articolo 1 sono nati per illustrare l'ampia varietà di mestieri e di categorie sociali e professionali che oggi esistono in Italia. Ma questi personaggi sono riusciti ad andare oltre la rappresentazione didascalica del proprio ruolo per arrivare a esprimere i desideri, le aspirazioni, i dubbi e le inquietudini di un'epoca. Attraverso il linguaggio ironico, metaforico e surreale di Cicarè, raccontano la nostra società in un momento di trasformazione radicale che stravolge anche il significato che attribuiamo al concetto di lavoro: dal "diritto" quale ha tentato di essere nel secolo scorso alla semplice "risorsa" che è considerato oggi, un bene che si può comprare, affittare o, come vorrebbero le leggi più recenti, "somministrare" liberamente. Così, le donne e gli uomini che escono dalla matita dell'illustratore, siano essi stabili come palazzi o oscillanti come sfere, descrivono questo processo di cambiamento, con tutte le speranze e le contraddizioni che comporta. La testata solida e solenne, tanto nei caratteri tipografici quanto nei principi costituzionali che evoca, sembra invece mettere il popolo di Articolo 1 al riparo dalle incertezze e dai rischi della precarietà. Il valore della "Repubblica fondata sul lavoro", d'altra parte, è lo stesso che ha ispirato il progetto della rivista. La Provincia di Macerata ha voluto offrire uno strumento di lettura delle proprie politiche e dei propri servizi, ma soprattutto ha voluto rivendicare il proprio ruolo istituzionale, cercando di spiegare come queste politiche e questi servizi siano necessari a garantire diritti e dignità a tutti i lavoratori, in un territorio colpito dalla crisi industriale ma anche ricco di intraprendenza e creatività. Di questo spirito Mauro Cicarè è interprete attento e sensibile. Ogni volta che deve dare forma a espressioni apparentemente astratte e burocratiche come "piena occupazione, formazione professionale, politiche di conciliazione, voucher di servizio", va alla ricerca del loro significato più profondo, immagina le persone a cui quelle espressioni si rivolgono e le ritrae, rendendole protagoniste dei suoi disegni: dall'apprendista che impara a cucire una borsa all'impiegata disabile che immette dati nel computer, dallo studente che parte per un tirocinio in Irlanda all'immigrato che cerca un nuovo lavoro e nell'attesa, mentre fa la fila al centro per l'impiego, sfoglia curioso Articolo 1.

Vittorio Longhi ("Il manifesto", "Art.1")



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